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I miei lettori

domenica 15 febbraio 2009

Destinazione: Colle del Lys

Era da un pò di tempo che avevamo in mente di passare qualche ora in montagna, sulla neve ... ma per un motivo e per l'altro non eravamo ancora riusciti a mettere in pratica il nostro proposito ... almeno fino ad oggi!

Questa mattina abbiamo visto il cielo terso, un bellissimo sole e neanche un alito di vento quindi, caricati armi e bagagli siamo partiti: destinazione Colle del Lys, a 45 minuti circa da casa nostra, 1300 m di altezza, sulla strada che porta al nostro rifugio estivo, al Colle San Giovanni.

Prima tappa a Mompellato, in un negozietto tipico delle nostre valli, una panetteria artigianale in cui trovi anche gli affettati, il formaggio e le bibite. Acquistato un fantastico filone, pizza e affettati vari abbiamo proseguito verso la nostra destinazione.

Giunti in "vetta" ci siamo resi conto di non essere gli unici ad aver avuto questa idea: il piazzale era pieno di turisti, ma soprattutto era ancora stracolmo di neve !!! Qui sopra potete vedere uno scorcio del piazzale, qui sotto, invece, uno di quei panorami che ti scaldano il cuore ...

La tribù si è immediatamente buttata nella neve, i tre si sono alternati nell'uso dell'unico bob (prossimamente ne acquisterò altri 2 sennò si litiga troppo ...) ...



poi siamo passati a vedere la nostra casetta ...

Ultima tappa: una pasticceria a Germagnano, così piccola, ma così piccola che 4 clienti adulti faticano a trovare posto, ma prepara una torta cioccolato e pere che è la fine del mondo!!!

Conclusione: giornata ok!!!

venerdì 13 febbraio 2009

Colazione da me ... la storia



... gran bella mattinata !!!

come previsto alle 9.45 ca le mie amiche Camu, Minu e Patty sono arrivate a casa mia e abbiamo fatto la nostra mitica colazione insieme con Cappuccino (rigorosamente Nespresso - capsule e aeroccino) e Croissant della pasticceria Dalmasso ... mmmhhhh Buonissimo tutto!
Ovviamente abbiamo trascorso 2 orette decisamente divertenti ... chissà come mai il tempo passa velocissimo, in compagnia degli amici ...
Tanti gli argomenti toccati, dal serio al faceto, dall'attualità alla scuola, notizie sui nostri pargoli, sui potenziali fidanzati -non miei, ovviamente ;D- che non si dichiarano ... ah non ci sono più gli uomini di una volta ... ai ricordi ... E CHE RICORDI !!!
Io penso che quando ci ritroviamo noi 4 iniziano a fischiare le orecchie a tante persone ...

A proposito di ricordi di un tempo passato, vi consiglio di leggere il Post "La regina del mobbing" nel blog di Minu ... basta clikkare sul link qui sotto ... vi farete 2 risate e, magari, qualcuno si ritroverà ... tutti i fatti riportati sono rigorosamente ... accaduti ;D !

giovedì 12 febbraio 2009

Colazione da me ...

Riprendo il post della mia amica Minu:
è confermata per domani la colazione delle Donnette chez moi!

L'iniziativa parte da lontano ... circa tre settimane fa il comitato oganizzava la prima "Convention del cappuccino e croissant: l'arte della seduzione", se non che io, all'ultimo - leggi 5 ore prima dell'appuntamento - ho pensato bene di manifestare in tutto il suo splendore l'annuale influenza intestinale ... già, perchè se c'è in giro un minuscolissimo virus, batterio, schifezza varia ... io l'acchiappo al volo!

In quell'occasione ho dato forfait, ripromettendomi però di organizzare una colazione casalinga ... si, perchè quando ci sediamo intorno ad un tavolo e iniziamo a ciaccolare ... e chi ci ferma più?

Di solito le idee vulcaniche arrivano dopo qualche bicchiere di vino ... vedremo domani cosa succederà dopo il latte e caffè !

Anche questa colazione, poi, è stata messa in pericolo da uno sciopero del personale scolastico, programmato proprio per domani - e ti pareva! - ... oggi ho saputo per vie traverse che tutto dovrebbe essere regolare e quindi ... pronti VIA!

Arrivo previsto delle moschettiere: 9.30 ... e il resto diventerà storia!

mercoledì 11 febbraio 2009

Dieci balle sulla Crisi di Paul Olden

Modifico l'articolo perchè mi sono resa conto di averlo pubblicato in modo che ha creato confusione: le affermazioni numerate sono gli slogan, le frasi ecc che si sono sentiti dire in giro da varie fonti in quest'ultimo periodo. Il testo di seguito ad ogni frase è il commento di Olden allo slogan. Ora differenzierò graficamente le due cose, affinchè tutto diventi + comprensibile. Ci risentiamo!
Riporto integralmente il testo di una mail arrivata da mio marito, corredato di un interessante commento, che riporterò dopo, nei commenti appunto... leggete e poi ne parliamo.
Al fondo dell'articolo troverete il link al sito dell'autore.


Slogan assurdi, falsi miti, castelli in aria e altre amenità sulla crisi economica globale. Ovvero, per capire certe cose non serve essere un economista: basta non raccontarsi le frottole da soli

1) La crisi è dovuta ai mutui subprime e agli altri strumenti finanziari "tossici" messi in giro dalle banche.
Falso. La crisi sarebbe arrivata comunque, anche senza la cartastraccia prodotta dall'industria finanziaria. Anzi, è possibile che la bolla finanziaria abbia contribuito per qualche mese a camuffare la crisi già in atto.

2) Una volta ripulito il sistema finanziario, assicurato nuove regole agli operatori e ripristinata la fiducia nel sistema, tutto tornerà come prima.
No, non succederà. La crisi è strutturale. Ma davvero qualcuno credeva che fosse possibile un mondo dove da una parte si produce senza consumare e dall'altra si consuma senza produrre? Anche un bambino di quinta elementare messo di fronte ad uno schema che spiega la struttura del sistema produttivo-commerciale globalizzato di oggi potrebbe facilmente dedurre che non sta in piedi.
Se poi uno degli economisti liberisti a caso spiegasse al bambino che il sistema regge perchè il consumatore che non produce continua a consumare grazie ai prestiti e alla messa in circolo di denaro prima fermo in pensioni, liquidazioni e welfare, il bimbo avrebbe bisogno di un po' piu' di tempo per capire che questi sono solo modi per ritardare la rottura di un sistema che non puo' funzionare. Ma ci arriverebbe comunque e concluderebbe ridendo in faccia all'economista.

3) La crisi sono cicliche. Tra qualche mese, massimo uno o due anni, passerà.
L'economia non è come la climatologia. Le previsioni economiche non si fanno come le previsioni del tempo, non puoi pensare che dopo la pioggia torna sempre il sereno, perchè in economia ci vogliono buoni motivi ed eventi causati dall'uomo , non dai venti o dalle correnti marine, per cambiare le cose.
Una crisi economica puo' durare molti anni, nulla lo vieta: se il popolo che ne soffre è abbastanza stupido e/o i parametri economici sono particolarmente sfavorevoli nel periodo, anche decenni o secoli. Una volta una crisi durò oltre quattro secoli, e la chiamarono Medio Evo.

4) Le grandi crisi sono sempre passate, quindi passerà anche questa.
Sì, ma bisogna chiedersi come se ne è usciti. E' risaputo che dalle grandi crisi del sistema capitalista si esce rapidamente e facilmente in due soli modi:
a) Accedendo a nuovi territori e risorse da sfruttare
b) Facendo una grande guerra che azzera tutto e si riparte sul pulito.
Be', sta di fatto che oggi entrambe le soluzioni sono difficiline da praticare: nuove terre non ce ne sono in vista (Luna a parte, ma è piuttosto arida), poichè tutte le terre del globo sono già parte integrante del sistema economico globalizzato che è in crisi.
Una grande guerra oggi sarebbe nucleare e autodistruttiva, inoltre, il sistema economico occidentale ormai pervade tutta l'economia globale, quindi fare una grande guerra non sarebbe mai contro un vero nemico ma, in qualche modo, sarebbe sempre e comunque un danno al sistema stesso. Le guerre che rendono sono quello contro i sistemi economici alternativi, contrapposti e chiusi, quindi niente da fare, non ce ne sono in giro. Aspetteremo i marziani?
5) Questa crisi è globale ed è disastrosa ovunque nel mondo.
Questa è la solfa del "mal comune mezzo gaudio", sempre utile come anestetico locale. Purtroppo però questa affermazione è falsa: la crisi colpisce soprattutto gli stati occidentali, in particolar modo i satelliti degli USA. Certo c'e' una contrazione della domanda mondiale, e ne risentono tutti, ma noi andiamo in recessione a -2% di PIL annuo, i cinesi scendono da un +9 a un +7. Definire in crisi un'economia che cresce del 7% l'anno è tecnicamente errato, quindi concludiamo dicendo chiaro che NOI siamo in crisi, i Cinesi invece no.

6) La crisi colpisce le fasce più deboli della popolazione.
Questo, almeno per il momento, non è del tutto vero. Un operaio o un impiegato semplice precario spendevano tutto il loro stipendio per campare prima della crisi e lo spendono tutt'ora. Anzi, essendoci una leggera deflazione , se preservano il posto di lavoro, stanno meglio di prima.
I problemi più grossi al momento li hanno i borghesi, che hanno economie famigliari ben più complicate (imprese in proprio, immobili che si svalutano, soldi investiti in borsa che evaporano eccetera).Inoltre questa crisi non è una crisi del necessario ma piuttosto una crisi del superfluo: non c'e' crisi dei consumi perchè si tira la cinghia privandosi di cose necessarie, c'e' crisi perchè si è meno disposti a buttare soldi in cazzate e a farsi debiti facili. Questo è appunto un comportamento che investe le abitudini soprattuto dei piccolo-borghesi, non degli operai!
Ora , quando si parla di "stimolare i consumi" dobbiamo parlarci chiaro e guardarci allo specchio: per uscire dalla crisi i borghesi non devono tornare a consumare il giusto, non basterebbe: devono tornare a consumare TROPPO come facevano fino a pochi mesi fa. Ora capite perchè è così difficile convincere la gente a consumare in questo momento?

7) Se i governi daranno gli aiuti e le spinte necessarie, si uscirà presto dalla crisi.
Forse. Ma se tutti tirano gli stati per la giacchetta, le finanze pubbliche possono esplodere causando una crisi ancora più grave. Ragioniamo: gli industriali chiedono soldi allo stato per produrre merci, i consumatori chiedono soldi allo stato per comperarle. Inoltre, tutti insieme chiedono sgravi fiscali allo Stato per consentire nuovi investimenti e rilancio economico.
Ma lo stato non è una mamma ricca con la borsa sempre piena: i soldi dello stato sono soldi degli stessi che li chiedono. Se tutti chiedono soldi allo Stato è come se tutti chiedessero soldi a sè stessi. Capiamo che non può reggere? Inoltre, se lo stato taglia i servizi di cui si occupa perchè ha usato i soldi per aiutare consumatori e imprenditori, ci saranno altre categorie come dipendenti pubblici e ditte appaltatrici di lavori pubblici che chiederanno aiuto allo stato perchè senza lavoro. Ecco che abbiamo il nostro bel circolo vizioso concentrico ed esplosivo da incorniciare come esempio di follia collettiva all'ennesima potenza.

8) La globalizzazione comunque ha creato molta ricchezza ed è stata una cosa buona finchè qualche spregiudicato banchiere speculatore non ha rovinato tutto.
Falso. La Globalizzazione è stata la più grande operazione di trasferimento di ricchezza verso le classi alte che la storia abbia mai conosciuto. Era vero, come dicevano, che i mercati si regolano da sè, peccato però che si fossero dimenticati di spiegare quanto è doloroso per i comuni mortali quando i mercati si danno i colpi di assestamento.
Inoltre, l'inondazione di merci cinesi a basso costo e la facilità di accesso al credito, uniti ad una sempre maggiore penetrazione del marketing aggressivo nella società hanno creato una mega-illusione nella classe media, la quale ha avuto la sensazione di stare meglio.
In realtà si stava impoverendo costantemente, nel livello di risparmio, nelle proprietà immobili e nel potere d'acquisto reale. (sarebbe interessante che qualcuno si mettesse a conteggiare la gigantesca quantità di danaro delle eredità dei vecchietti borghesi morti negli anni della globalizzazione, polverizzate in quattro e quattr'otto dagli eredi scialacquoni finto-ricchi).

9) In ogni caso la globalizzazione era inevitabile: non si può fermare la storia.
Certo. Ma quello che era assolutamente evitabile era questo tipo di globalizzazione! A Genova, nel 2001, un mucchio di gente protestò chiedendo una globalizzazione graduale, che subordinasse l'apertura dei mercati alla concessione di diritti ai lavoratori dei paesi poveri produttori. Una globalizzazione più lenta e più umana, che avrebbe messo al riparo i posti di lavoro occidentali, rallentando il flusso delle merci a basso costo, dando nel contempo una spinta per condizioni di lavoro più umane (e quindi costi più alti e meno concorrenza sleale) ai paesi emergenti.
Avremmo avuto meno telefonini in offerta speciale, meno pantaloni da 5 euro al paio ma meno fabbriche in crisi e posti di lavoro persi. I ricchi sarebbero stati un po' meno ricchi, i borghesi sarebbero stati bene come prima, gli operai, insomma, se la sarebbero cavata meglio.
Probabilmente la proposta era troppo intelligente per essere accettata, infatti coloro che la portarono avanti furono picchiati a sangue nelle vie di Genova con il beneplacito di una bella fetta dell'opinione pubblica italiana. La stessa opinione pubblica che oggi piange disperata chiedendo aiuto a mamma-stato.
10) L'importante è essere ottimisti.
E' una frase senza senso, buona per tutte le occasioni, ma pericolosa di per sè. "L'importante è essere ottimisti" puoi dirlo anche mentre sfrecci in contromano a 200 all'ora in autostrada di notte coi fari spenti. Oppure puoi fermarti, accendere le luci e fare inversione di marcia.
Concludendo, non si esce dalla crisi aspettando che passi come se fosse un temporale. Scordatevelo. Da sola non passerà. La crisi va guardata in faccia. Magari bisogna anche farsela amica, imparare a conviverci, starci dentro e incamerarla.
Il tempo di uscita dalla crisi è dato dalla nostra capacità di affrontare il problema con schemi mentali diversi da quelli che abbiamo usato per generarla.
Forse il tempo di uscita si accorcerà se impareremo che non tutta la felicità è nelle merci. E che le merci che contengono sfruttamento valgono meno e non è bene comperarle, perchè sono tristi prive di vero valore. Che le merci che contengono felicità perchè chi le produce è trattato bene hanno più valore e possono aiutarci.
Che se viviamo solo per le merci, produrremo merci che parlano della nostra ossessione nel produrre merci per avere soldi ed acquistare merci e così via. Se impariamo a produrre merci che parlano del meglio di noi stessi, si venderanno meglio, ma per farlo dobbiamo tornare a pensare che non tutto nella nostra vita è legato alle merci.

E finiamola con le merci che fanno finta di essere felici, perchè magari le hanno progettate designer felicissimi, e poi le hanno prodotte ragazzine indonesiane di tredici anni comandate con la frusta.In fondo, i bisogni essenziali sono soddisfatti da tempo: oggi tutto gravita intorno al surplus, quindi scegliamolo bene questo surplus, sia quando lo comperiamo che quando lo produciamo. Scegliamo la qualità (nel senso più profondo del termine) anzichè la quantità. (anche il nostro ambiente e le nostre risorse naturali limitate ci ringrazieranno).

Potrebbe essere questa la via d'uscita per la crisi. Chissà. Non ho certezze, ma nemmeno paure troppo grandi che mi impediscano di pensarci. L'importante, in fondo, è esplorare nuove strade, perchè quella vecchia, ormai, è piena di buche che nessuno può riparare. Per fortuna.

Meritato riposo ...

... ora vado a dormire ... nel mio letto, però =)

lunedì 9 febbraio 2009

Mamma mia!

Ieri pomeriggio (dopo l'uscita ai giardini e una cioccolata calda con panna ... tanto per riprenderci un pò ...=) ...) ci siamo goduti la visione del film "Mamma mia!".


Colonna sonora straordinaria (canzoni dei mitici ABBA), panorami splendidi (isola greca di cui non ricordo il nome...) e una trama leggera ma assolutamente carina ne fanno una bella commedia, per trascorrere un paio di orette rilassanti ... le canzoni, che io sento in inglese e canticchio allo stesso modo di quella pubblicità del karaoke sulla PS che passava qualche tempo fa, sono sottotitolate in italiano ... che sudisfa capire finalmente quello che dicono ;) ... VOTO: buono!

domenica 8 febbraio 2009

La mia tribù

... è da qualche tempo che non pubblico più foto dei miei 3 cuccioli ... oggi, approfittando del bel pomeriggio, siamo usciti sfidando il vento e siamo andati ai giardini vicino a casa. Qui troviamo il campo da basket e i tipici giochi per i bambini più piccoli, così vengono soddisfatte le esigenze di tutti. Ricky ha sfidato il papà in un gioco legato al basket, io ho giocato con i 2 più piccoli (sempre a basket ... si, ormai la faccenda ha contagiato tutti !!!) e ho approfittato per fare qualche scatto.

Eccoli qui, i miei tesori: